Specchio
di Edoardo Raspelli
La superstrada che esce da Milano e punta verso Nord, la grande arteria che da Viale Zara e Fulvio Testi supera Monza e punta verso la Grigna e is Resegone è un inferno solo nel tratto più vicino al capoluogo lombardo. Poi da Seregno in avanti, è una strada comodo e veloce che vi regala inaspettati angoli di verde, di campagna disseminata di prati a granoturco e boschi, squarci di lago. E' verso Erba, nonostante i falansteri di vetro e cemento, l'angolo di verde più vicino a Milano. E Albavilla, a un pugno di chilometri da Erba, sulla strada di monti più alti, è un ninnolo di paese antico, silenzioso e panoramico, rifugio dall'afa per le vicine città. Nel cuore di Albavilla, in un angolo alto, "il cantuccio" è il regno di una coppia, Angelo e Rosangela Foresti, lui in sala, lei in cucina, che possono contare anche sul fresco entusiasmo e sulla voglia di fare della giovane figlia, oltre alla affiatata squadra di aiuti di sala e cucina. Per la brutta stagione, una piccola, rustica sala interna, intima, appartata e accogliente; per la bella stagione una fresca e lucente saletta rettangolare affacciata sullo scampolo di prato, quasi una corte deliziosa che vi spalancherà davanti una volta che avrete spinto il grande portone di questo antro di delizie. In cantina, buone bottiglie, comprese quelle grandi ma poco conosciute del nostro Paese; a far da contorno alla cucina oli, come il toscano della famiglia Forte, che è uno dei sommi d'Italia, e infine i piatti, semplici, solari, schietti, di grande materia prima lavorata con mano magistrale e leggera: storione marinato in casa, calamari e lenticchie, gamberi con fagioli passati, soda e saporosa terrina di coniglio, pasta verde con vongole e broccoletti, ravioli di asparagi, risotto con le zucchine, tortelli di carne, costata di vitello di lunga succulenta cottura, il formaggio locale, il caprinotto condito con qualche goccia di olio extra vergine, il sorbetto di limone.
Guida Critica Golosa 2003
Guida Critica & Golosa 2003
Ristoranti, Trattorie & C.
Il miglior ristorante della provincia di Como. Uno dei migliori d'Italia. Per noi, un faccino "radioso" accompagnato da un cuore grande così, che ha il fascino della resistenza umana, del coraggio di una famiglia, capace di tenere alta la ristorazione di qualità, in una zona dove, ahimè, turismo e locali finti, nel campo della gola, hanno fatto più danni che cose positive. La sera, la strada regala il panorama della pianura illuminata da milioni di lucine, in estate, il profumo emozionante delle acacie e del fieno. Che cosa troverete? Un locale bomboniera e di bellezza galeotta ideale per una cena romantica. Infine una cantina che offre il meglio di una Italia enoica. Ma soprattutto le ghiotte creazioni di Mauro. Da non perdere la terrina di coniglio nostrano, i calamari con lenticchie croccanti, il sontuoso risotto mantecato con zucchine, i nastrini verdi con vongole veraci e broccoletti, il filetto di maialino, l'ormai introvabile rognoncino di vitello al Vecchio Samperi, le costolette d'agnello dorate alla nepitella. Eccellente la proposta dei formaggi, tra cui spiccano caprinotto di Caslino, bettelmatt e pecorino della Val d'Orcia. Gran finale con le papille gustative in testa con il moro di cioccolato, il semifreddo alle liquerizia in salsa Varnelli e la commovente zuppetta di mascarpone. Stellare. Per chi ama far tardi e per chi non avesse voglia di rimettersi in marcia dopo la scorpacciata, sonno ristoratore in una delle due camere di cui il locale dispone.
Terre del vino
Guida Critica & Golosa 2003
di Claudio Zeni
Intimità gastronomica a due passi dal Lago di Como
Nel cuore dell'alta Brianza a due passi dal Lago di Como, si trova Albavilla, nel cui centro storico, all'ombra del campanile della chiesa, è ubicato dal 1980 questo piccolo, intimo ed accogliente Ristorante. Un Cantuccio di delizie piacevole meta dei buongustai della regione e di oltre confine, abilmente curato da Angelo e Rosangela Foresti. L'evoluzione della cucina dei proprietari passa attraverso nuove proposte, ma sempre nel pieno rispetto della cosiddetta 'cucina di mercato'. E' la stessa Rosangela che decide ogni mattina, dopo aver dato uno sguardo alla borsa della spesa, il menu del giorno. Una cucina, comunque, che seppur creativa affonda le sue radici sul territorio esaltandone i sapori ed i profumi. I piatti proposti possono essere accompagnati da vini di qualità, selezionati appositamente da Angelo, valido ed appassionato sommelier e custoditi al piano inferiore del locale, in una moderna cantina perfettamente climatizzata.
La Ricetta
Bavette con salsiccia e zafferano in fili
Ingredienti
300 gr. di bavette
150 gr. di salsiccia lombarda di puro suino
1 gr. di zafferano in fili
una piccola cipolla
10 gr. di salsa di pomodoro
30 gr. di vino bianco
una noce di burro
formaggio grana da raspa stagionato
nel condimento evitare tassativamente sale e pepe
Preparazione
In una padella far rosolare (appassire) la cipolla tritata finemente in metà del burro a disposizione. Aggiungere la salsiccia sbriciolata e far soffriggere il tutto fino a quando gli ingredienti non avranno raggiunto il giusto colore. Aggiungere, quindi, la salsa di pomodoro, lo zafferano in fili ed il vino, che dovrete lasciare evaporare rimoestando. Abbassare il fuoco e aggiungere le bavette, cotte nel frattempo in abbondante acqua salata, ricordarsi di scolarle lasciandole abbastanza umide. Amalgamare il tutto ed aggiungere, a fuoco spento, il burro rimanente e il grana grattuggiato a piacere.
Milano Finanza
Pranzo & Cena
Ristoranti, Trattorie & C.
Il Ristorante della famiglia Foresti abbina alla tradizione lombarda molti piatti tipici delle regioni centrali italiane. Esemplare la Carta dei Vini.

Un Cantuccio toscano a Como
di Cesare Pillon
Angelo Foresti, il patron del Cantuccio di Albavilla, piccolo Ristorante di un grazioso borgo della Brianza comasca, è originario dell'isola d'Elba e dei toscani non tradisce il carattere: simpatico ma polemico, sincero fino alla brutalità, quando c'è da litigare non si tira indietro. Non sembrerebbe perciò il più adatto a gestire un ristorante d'affari, e invece ci riesce meglio di qualunque altro, a una condizione: deve stabilire un feeling particolare con il cliente. Stà di fatto che proprio riunendo i collaboratori al Cantuccio di Albavilla, Pasquale Forte, prsidente del gruppo Eldor, ha gettato le basi della sua impresa vitivinicola. Foresti, del resto, era stato fin dall'inizio il suo consulente di fiducia: era stato luoi a metterlo in contatto con Luigi Veronelli. Appassionato di cucina con l'ambizione del ristorante di classe, Foresti ha avuto la fortuna di trovare nella moglie, Rosangela Masciadri, una cuoca di grande talento. Il locale lo hanno aperto insieme nel 1980 in una antica casa ereditata da lei, che hanno saputo ristrutturare con gusto senza cancellarne l'atmosfera campagnola. Muri in pietra, travi a vista, un bel camino, mobili in perfetta sintonia con l'ambiente. Colpisce l'assenza di enfasi o sottolineature: non c'è una nota stonata nei tavoli apparecchiati con cura, nelle stoviglie e nella posateria scelte con proprietà. La saletta in cui si pranza d'inverno, intima e confortevole, viene ampliata d'estate con uno spazio affacciato sul minuscolo prato interno. Pochi i posti ed eccellente il servizio, a cui sovrintende Foresti stesso aiutato dalla figlia. Ma come si mangia, al Cantuccio? Dopo un Franciacorta millesimato servito all'aperitivo, ecco le proposte di questo periodo. La cucina di Rosangela è nitida, senza svolazzi, i suoi piatti sapidi sono ma delicati, le materie prime sono sempre riconoscibili. L'ispirazione può venirle, però, sia dalla tradizione sia da esperienze più moderne. Gli antipasti, per esempio, spaziano da un classico della gastronomia lombarda, il marbrè di carni, a piatti ittici come le noci di cappesante in salsa al basilico, senza tralasciare qualche richiamo alla toscnità del patron, evocata dalla passata di fagioli zolfini che accompagna, con il bacon tostato, i gamberi saltati. Tra i primi c'è soltanto il risotto con funghi caramellati al vino rosso a ricordare la tradizione del locale; i natrini con carciofi di Cori, i maltagliati con molluschi alla marinara e i ravioli di ricotta affumicata al guanciale e scalogno appartengono alla cultura delle regioni centrali, interpretata con sorvegliata bravura dalla cuoca. Quanto ai secondi, tra le cinque proposte in carta si distinguono un piatto di carne, il controfiletto all'aglio in camicia e rosmarino, e una preparazione di pesce, il sorprendente rombo con zabaione secco gratinato. Al dessert, infine, si esplorano le dolcezze del Piemonte, con le pere Martin Sec al Brachetto, il semifreddo di amaretti di Mambruzzo, la mousse gelata di nocciole Piemontesi, oppure gli aromi della Sicilia, con il parfait al vero pistacchio di Bronte. Per ogni dolce è suggerito l'abbinamento al vino giusto. Il Cantuccio ha infatti una Carta dei Vini esemplare, personalissima, a immagine e somiglianza di Foresti. Una carta coi baffi.
TuttoSport
di Sandro Bocchio
Il Cantuccio diventato il rifugio del Trap
Se cercate passione e professionalità, salite sulle alture che circondano Como e seguite la strada che conduce a Erba. Albavilla è un pugno di case, Il Cantuccio il suo punto di riferimento. Questo è il regno di Angelo Foresti, attaccante mancato (-mi piaceva troppo mangiare-) e, per fortuna, ristoratore riuscito. La prima stella a brillare in provincia è stata la sua in un locale condotto con attenzione. Ristorante minimo nei numeri che si amplia in estate con un dehors estivo ma senza arrivare ai cinquanta coperti. A questa saletta arriverete dopo aver attraversato un piccolo cortile − dove aprirà i battenti un piccolo negozio che offrirà solo prodotti lombardi − e dopo essere stati accolti con premura da chi vi seguirà per tutta la serata. Atmosfera di campagna, come racconta la storia delle mura del Cantuccio: un bel camino, travi a vista, pavimento in cotto, una grata nel muro, madie affascinanti. Tavolo apparecchiato con gusto (non ci sono coprimacchia), sottopiatti e bicchieri di tono, comodo sedie in legno con cuscino. La cucina quindi. E' una di quelle che hanno reso Giovanni Trapattoni e Pietro Paolo Virdis di casa da quaeste parti. Una proposta con un occhio attento al territori e uno alla cucina italiana. Partenza con un appetizer fatto di una Crema di porri e patate, seguita da antipasti come Calamari e piccole lenticchie croccanti, Fettine di carne cruda con peperone al forno e salsa piemontese, Sfogliatina con formaggio dell'Alpe su salsa di funghi, Tartina di melanzane con Bitto fondente, Zuppetta di molluschi allo zafferano. Si prosegue con Bavette con cappesante e pesto, Gnocchetti allo speck e profumo di tartufo, Maltagliati con salsiccia e zafferano, Piccoli strudel di funghi e ricotta gratinati al formaggio. I secondi propongono Controfiletto di manza all'aglio in camicia e rosmarino, grandi Costolette d'agnello con castagne e senape in grani, Filetto di maialino ai semi di finocchio selvatico, Scaloppa di salmone con Lardo di Colonnata e verze stufate. Passaggio veloce su un caprino fatto in loco prima di una carta dei dolci da applausi a cominciare dal cavallo di battaglia rappresentato dal Parfait di amaretto di Mambruzzo, affiancato da Aspic con cachi in salsa di fichi, Savarin con passata di frutti di bosco, Semifreddo al torroncino con mandorla amara, Zuppetta di caffè al mascarpone. Di livello la piccola pasticceria, fatta in casa come l'ottimo pane che vi arriva in tavola. Carta dei Vini ampia e prezzo finale conseguente.

Provato il 09/12/2001 − Prezzo medio 60€.
La Cucina Italiana
di Franco Capacchione
Il CANTUCCIO
Sulla statale che collega Como a Lecco, a circa meta strada c'è Albavilla, piccolo centro dove questo locale propone una cucina di impronta moderna, ma con radici nella più autentica tradizione.
Risotto alla Brianzola con salsiccia e zafferano
Riso superfino, stigmi di zafferano e luganega (salsiccia ricavata da parti magre e grasse di puro suino, condite con sale, pepe e altre spezie) sono gli ingredienti base di questa preparazione. Mentre il riso cuoce, la salsiccia viene ridotta in piccoli pezzi, poi rosolata e cucinata con poco pomodoro. Quindi si amalgama il tutto e si aggiunge qualche mestolo di brodo. Per la mantecatura, si incorporano al riso burro e formaggio grana. Un altro primo sono i maltagliati al ragù di selvaggina da pelo (si utilizzano cervo,capriolo e lepre). La carne, prima di essere cotta, viene tenuta in una marinata con vino rosso. Per antipasto, vaniglia (cioè una salama ancora di puro suino) di Brianza con salsa di broccoletti. Secondo di gusto: lombata di cervo con salsa pepata: per quest'ultima si usa il fondo della selvaggina, lo scarto della lombata e, naturalmente, abbondante pepe. A completare il tutto un cucchiaio di polenta. Dessert di stagione con marron glacé insaporito con una salsina al moscato. Il Tempo del Tartufo Bianco Il Cantuccio nasce vent'anni con la famiglia Foresti. Quella che era un'antica casa contadina è stata ristrutturata mantenedo l'impianto originale. Oggi comprende una saletta invernale con camino, una veranda e una sala degustazione. Albavilla è un ottimo punto di partenza, per esempio, per salire fino all'Alpe del Vicerè. Da qui si possono raggiungere comodamente a piedi attraverso sentieri caratteristici molti luoghi di interesse archeologico e naturalistico come la caverna chiamata "Il Buco del Piombo", nonché i monti Bolettone e Palanzone. Da non dimenticare il lago di Alserio il cui versante orientale è stato dichiarato riserva naturale della Regione Lombardia.
Repubblica
di Mariella Tanzarella
Il Cantuccio senza stella ma sempre sorprendente
Le forbici degli ispettori Michelin hanno tagliato molte stelle dalle insegne dei ristoranti italiani nell'edizione 1998. Una era quella che decorava, con molte buone ragioni, il marchio del Cantuccio. Un angolino, come dice il nome, veramente speciale, salendo dalla statale di Erba tra boschi antichi, ritagliata tra vecchie case di pietra con una loro storia. L'anno prossimo festeggia i venti anni di vita: vent'anni in cui Angelo Foresti e la moglie Rosangela, hanno cercato sempre il meglio per rifornire la dispensa e il miglior modo per trasformare i prodotti in ricette gustose, a volte tradizionali e a volte creative, mai banali, e per migliorare continuamente l'aspetto del locale, di un eleganza lineare e curatissimo nei dettagli. Allora? Allora non si sa perché la stella è caduta, ma non importa. All'ultima visita, le mazzancolle con crema di patate ed erbe aromatiche erano semplici e sorprendenti, il salmerino con verza stufata al grignolino era delicato e stuzzicante, il petto d'anatra con aceto ai lamponi perfetto, i dessert ben eseguiti, la piccola pasticceria deliziosa come le tartellette salate che vengono servite con l'aperitivo, nell'attesa della "comanda". E adesso è un bel periodo per fare una gita fino ad Albavilla. Prezzo medio 95.000 .
Ristoranti del privilegio
di Arturo Rota
Il Cantuccio
Non sono il suo primo recensore (Gianni Mura ha preceduto tutti), tra i pochi però, che conoscono la sua storia, di uomo e di ristoratore, sì Lui è Angelo Foresti; il locale "Il Cantuccio" di Albavilla. Angelo, sin da piccolo, ha manifestato interesse per la cucina, tant'è che − mi svela − "trascuravo qualsiasi bel giocattolo pur di avere tra le mani pentole e copercelle". Eppure, i genitori lo volevano nell'azienda commerciale di famiglia, in cui ha pure operato con profitto. Solo in vacanza poteva dedicarsi in toto alla sua passione: qualche stage in ristoranti di pesce, particolarmente incuriosito dalla preparazione di salse, "materia" della sua predilezione. E in signori ristoranti al servizio di maestri autorevoli che, anche a suon di calci, gli hanno insegnato i fondamenti. Nel 1970, a soli 23 anni e con l'aiuto della famiglia, acquista "il locale più bello del mio paese". Presto tuttavia, rimane solo. Non si perde d'animo e, attorniato da validi collaboratori, ricompone gli equilibri. Cinque anni dopo, conosciuta e sposata Rosangela, cede loro il locale, forse pensando d'abbandonare quella attività. Invece, una casa contadina nel centro storico di Albavilla, ereditata dalla moglie, rimescola le carte del suo (loro) destino. Entrambi sensibili ai temi dell'ospitalità e della ristorazione, ristrutturano il caseggiato e fondano, appunto, "Il Cantuccio". Vogliono fare una cucina non banale, d'invenzione e legata, nel contempo, alla tradizione, lacustre e no. Ma come tutti gli innovatori, anche loro non sfuggono alla regola che ci vuole tempo (e pazienza) per essere capiti. Gli elogi, tuttavia, non ritardano più del necessario, e ripagano Angelo e Rosangela di tanti sacrifici. Oggi è una delle cucine più apprezzate d'Italia: piatti di semplice ma imperativo gusto, a cui fan eco intelligenti ed appassionate Carte dei Vini e dei distillati. Ricordo: la stobbia, sfogliatina con punte d'asparagi in erba cipollina; linguine con capesante, porri e zafferano; filetto di rombo brasato con julienne di funghi prataioli; caprinotto fresco di Caslino d'Erba; semifreddo al torroncino con salsa al cioccolato; torta di pere con mousseline alla vaniglia
Milano 7
Il Paesaggio Lariano
ALBAVILLA − Il Cantuccio
Una cucina moderna che sa guardare alle tradizioni, con i piedi per terra. Un Ristorante di alta classe, ma che con molti "colleghi" di alta classe ha sostanziali differenze. La prima, la concezione stessa di servizio: qui non si fa pagare ed è concepito con il massimo di serietà e quel pizzico di simpatia che lo rende un "laccato". Poi la cucina, sempre pronta ad attualizzarsi, non estraniandosi totalmente dal luogo, ma mantenendo con questo un dialogo. Infine il menu non infinito e "à la carte", senza cioè quell'antipatico sottomettersi alla guida dello chef. Redatto giorno per giorno, offre calamari con piccole lenticchie croccanti e gamberi con passato di fagioli zolfini con olio del Podere Forte. Primi come risotto mantecato con funghi porcini o lasagnette al basilico tiepido con ragù di ortaggi e secondi sia di pesce che di carne. Tanti i dolci, tra cui il cuore di cioccolato biologico alla menta ed il parfait di nocciole del Piemonte.